CERTIFICAZIONI ENERGETICHE IN TOSCANA

 

Sintesi

Ogni edificio di nuova costruzione o che sia oggetto di ricostruzione a seguito di demolizione, e in ogni edificio esistente ed avente una superficie utile lorda superiore a 1000 (mille) mq o che sia stato oggetto di di ristrutturazione edilizia, deve essere dotato di un Attestato di Certificazione Energetica denominato ACE. La certificazione deve essere redatta da professionisti abilitati come previsto

dall’articolo 6 del Dlgs 192/2005.

L’ACE deve essere trasmesso al Comune attraverso il sistema informativo regionale sull’efficienza energetica, insieme al Certificato di Conformità dell’opera al progetto (di cui all’articolo 86 della l.r. 1/2005). L’assenza dell’ACE rende inefficace il certificato di conformità.

La cosa più importantee, della nuova normativa, è che in caso di compravendita o anche di semplice locazione, ogni unità immobiliare, nuova o esistente, deve essere dotata di ACE e i suoi estremi debbono essere richiamati nell’atto di compravendita o nel contratto di locazione. Anche in questo caso l’attestato di certificazione energetica deve essere trasmesso al Comune.

Una unità immobiliare non dotata dell'ACE viene automaticamente posta nella classe energetica più bassa, senza necessità di autocertificazione, come invece previsto dalla normativa nazionale. L’attestato di certificazione energetica ha validità di 10 anni e deve essere aggiornato ogni volta che venga eseguito un intercvento che modifichi le prestazioni energetiche dell’edificio stesso.


 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE del 25 febbraio 2010, n. 17/R
Regolamento di attuazione dell’articolo 23 sexies della legge regionale 24 febbraio 2005, n. 39 (Disposizioni in materia di energia) Disciplina della certificazione energetica degli edifici. Attestato di certificazione energetica. ’’

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Le Linee guida del DM del 2009

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Dlgs 192/2005.

 

Art. 6.

 

Certificazione energetica degli edifici di nuova costruzione

1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, gli edifici di nuova costruzione e quelli di cui all'articolo 3, comma 2, lettera a), sono dotati, al termine della costruzione medesima ed a cura del costruttore, di un attestato di certificazione energetica, redatto secondo i criteri e le metodologie di cui all'articolo 4, comma 1.
2. La certificazione per gli appartamenti di un condominio può fondarsi, oltre sulla valutazione dell'appartamento interessato:
a) su una certificazione comune dell'intero edificio, per i condomini dotati di un impianto termico comune;
b) sulla valutazione di un altro appartamento rappresentativo dello stesso condominio e della stessa tipologia.
3. Nel caso di compravendita dell'intero immobile o della singola unità immobiliare, l'attestato di certificazione energetica e' allegato all'atto di compravendita, in originale o copia autenticata.
4. Nel caso di locazione, l'attestato di certificazione energetica e' messo a disposizione del conduttore o ad esso consegnato in copia dichiarata dal proprietario conforme all'originale in suo possesso.
5. L'attestato relativo alla certificazione energetica, rilasciato ai sensi del comma 1, ha una validità temporale massima di dieci anni a partire dal suo rilascio, ed e' aggiornato ad ogni intervento di ristrutturazione che modifica la prestazione energetica dell'edificio o dell'impianto.
6. L'attestato di certificazione energetica comprende i dati relativi all'efficienza energetica propri dell'edificio, i valori vigenti a norma di legge e valori di riferimento, che consentono ai cittadini di valutare e confrontare la prestazione energetica dell'edificio. L'attestato e' corredato da suggerimenti in merito agli interventi più significativi ed economicamente convenienti per il miglioramento della predetta prestazione.
7. Negli edifici di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico, la cui metratura utile totale supera i 1000 metri quadrati, l'attestato di certificazione energetica e' affisso nello stesso edificio a cui si riferisce in luogo facilmente visibile per il pubblico.
8. Gli edifici di proprietà pubblica che sono oggetto dei programmi di cui all'articolo 13, comma 2, dei decreti adottati dal Ministero delle attività produttive il 20 luglio 2004, sono tenuti al rispetto dei commi 5 e 6 e all'affissione dell'attestato di certificazione energetica in luogo facilmente visibile al pubblico.
9. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministro delle attività produttive, di concerto con i Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio, delle infrastrutture e dei trasporti, d'intesa con la Conferenza unificata, avvalendosi delle metodologie di calcolo definite con i decreti di cui all'articolo 4, comma 1, e tenuto conto di quanto previsto nei commi precedenti, predispone Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici, sentito il CNCU, prevedendo anche metodi semplificati che minimizzino gli oneri.


 

LEGGE REGIONALE N. 71 DEL 23-11-2009
REGIONE TOSCANA
Modifiche alla legge regionale 24 febbraio 2005, n. 39
(Disposizioni in materia di energia).

Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA
N. 50
del 27 novembre 2009


Il Consiglio regionale ha approvato
Il Presidente della Giunta
promulga


la seguente legge:

PREAMBOLO
Visto l’articolo 117, terzo comma, della Costituzione;
Visto l’articolo 4, comma 1, lettere l) e z), dello Statuto;
Vista la legge 9 gennaio 1991, n. 10 (Norme per l’attuazione del
piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia,
di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di
energia);
Vista la legge 22 febbraio 2001, n. 36 (Legge quadro sulla
protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed
elettromagnetici);
Visto il decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 (Attuazione
della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia
elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato
interno dell’elettricità);
Vista la legge 23 agosto 2004, n. 239 (Riordino del settore
energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle
disposizioni vigenti in materia di energia);
Vista la legge 23 luglio 2009 n. 99 (Disposizioni per lo sviluppo e
l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di
energia);
Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione
della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico
nell’edilizia);
Visto il decreto legislativo 22 febbraio 2006, n. 128 (Riordino
della disciplina relativa all’installazione e all’esercizio degli
impianti di riempimento, travaso e deposito di gas di petrolio
liquefatto (GPL), nonché all’esercizio dell’attività di
distribuzione e vendita di GPL in recipienti, a norma dell’articolo
1, comma 52, della legge 23 agosto 2004, n. 239);
Visto il decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 115 (Attuazione
della direttiva 2006/32/CE relativa all’efficienza degli usi finali
dell’energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva
93/76/CEE);
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n.
412 (Regolamento recante norme per la progettazione,
l’installazione, l’esercizio, e la manutenzione degli impianti
termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di
energia, in attuazione dell’articolo 4, comma 4, della l. 9 gennaio
1991, n. 10);
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2009, n.
59 (Regolamento di attuazione dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e
b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente
attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in
edilizia.);
Vista la legge regionale 26 gennaio 2004, n. 1 (Promozione
dell’amministrazione elettronica e della società dell’informazione e
della conoscenza nel sistema regionale. Disciplina della “Rete
telematica regionale Toscana”);
Vista la legge regionale 23 luglio 2009, n. 40 (Legge di
semplificazione e riordino normativo 2009), ed, in particolare, gli
articoli 40 e 42;
Visto il parere favorevole del Consiglio delle autonomie locali
espresso nella seduta del 7 settembre 2009;
Considerato quanto segue:
1. La Regione ha potestà legislativa concorrente sulle
materie “governo del territorio” e “produzione, trasporto e
distribuzione nazionale dell’energia”;
2. L’Unione europea con la direttiva 2002/91/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2002 sul rendimento
energetico nell’edilizia, ha individuato misure minime per garantire
l’efficienza energetica in edilizia, introducendo vincoli in ordine
alla disciplina degli strumenti minimi e delle procedure necessarie
per garantire il contenimento dei consumi energetici degli edifici;
3. Con d.lgs. 192/2005, è stata recepita la dir. 2002/91/CE;
4. L’articolo 4, comma 1, del d.lgs. 192/2005 prevede che con
uno o più decreti siano determinati i criteri generali per la
definizione di alcuni strumenti minimi finalizzati al contenimento
dei consumi energetici tra cui le metodologie per il calcolo del
rendimento energetico degli edifici e l’applicazione di requisiti
minimi in materia di rendimento energetico degli edifici;
5. Tra le modalità disciplinate dal d.lgs. 192/2005 per
migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, assume,
altresì, rilevanza decisiva la definizione dei criteri generali per
la certificazione energetica degli edifici, il controllo sul
rendimento energetico degli impianti termici e la determinazione dei
criteri atti a garantire la qualificazione e l’indipendenza degli
esperti incaricati della certificazione energetica e delle
ispezioni degli impianti;
6. L’articolo 9, comma 1, del d.lgs. 192/2005 assegna alle
regioni l’attuazione delle disposizioni sul rendimento energetico
degli edifici; ai sensi dell’articolo 9, sono, altresì, attribuite
alle regioni e agli enti locali le funzioni di gestione e di
controllo delle procedure atte a garantire l’efficienza energetica
degli impianti di climatizzazione;
7. Ai sensi dell’articolo 17 del d.lgs. 192/2005, in relazione
a quanto disposto dall’articolo 117, quinto comma della
Costituzione, le norme del suddetto decreto legislativo e dei
decreti ministeriali applicativi, nelle materie di legislazione
concorrente si applicano per le regioni che non abbiano ancora
provveduto al recepimento della dir. 2002/91/CE soltanto fino alla
data di entrata in vigore della normativa di attuazione adottata da
ciascuna regione (c.d. clausola di cedevolezza);
8. In attuazione dell’articolo 4, comma 1, del d.lgs 192/2005,
è stato emanato il d.p.r. 59/2009, con il quale sono state definite
le metodologie per il calcolo del rendimento energetico degli
edifici e i requisiti minimi per l’efficienza energetica degli
edifici;
9. In attuazione dell’articolo 6, comma 9, del d.lgs. 192/2005,
con il decreto 26 giugno 2009 del Ministro dello sviluppo economico,
di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare nonché con il Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti, sono state emanate le linee guida nazionali per la
disciplina del sistema di certificazione energetica degli edifici;
10. Il recente mutamento del quadro normativo nazionale rende
necessario, pertanto, modificare le disposizioni inerenti
l’efficienza energetica in edilizia contenute nella legge regionale
24 febbraio 2005, n. 39 (Disposizioni in materia di energia),
prevedendo un sistema di certificazione energetica per gli edifici
di nuova costruzione, quelli oggetto di interventi di demolizione e
ricostruzione, nonché per gli edifici di superficie utile lorda
superiore a mille metri quadrati oggetto di interventi di
ristrutturazione edilizia che riguardino l’intera struttura;
11. Una materia così complessa necessita di un supporto
normativo adeguato che garantisca un quadro di regole esaustivo,
anche con riferimento alle attività di recupero dei dati e di
controllo dei medesimi da parte della pubblica amministrazione, ed
assicuri l’efficace applicazione di livelli qualitativi minimi di
efficienza energetica degli edifici, un meccanismo di certificazione
energetica semplice e funzionale, un idoneo sistema di controllo
degli impianti di climatizzazione;
12. In particolare è necessario integrare le funzioni attribuite
alla Regione, demandando ad essa, per ragioni di unitarietà del
sistema, la gestione del sistema informativo regionale
sull’efficienza e sulla certificazione energetica degli edifici e
dei relativi impianti;
13. Diventa necessario creare un sistema di certificazione
energetica degli edifici coordinato e integrato mediante il
conferimento agli enti locali di tutte le funzioni che non
richiedano l’esercizio unitario su base regionale, nel rispetto dei
principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza
dell’amministrazione;
14. In ossequio al principio di sussidiarietà appare opportuno
attribuire ai comuni le funzioni di vigilanza e controllo
sull’osservanza delle regole relative all’efficienza energetica
degli edifici;
15. Per conseguire gli obiettivi prefissati, occorre, altresì,
modificare l’articolo 23, integrandolo con una serie articolata e
coordinata di previsioni, volte a dare analitica attuazione alle
prescrizioni del d.lgs. 192/2005, con particolare attenzione alla
disciplina della relazione tecnica di rendimento energetico degli
edifici, dell’attestato di certificazione energetica, che deve
essere richiamato negli atti di trasferimento a titolo oneroso e di
locazione di ogni unità immobiliare di nuova costruzione o
sottoposta a ristrutturazione, nonché dei requisiti dei soggetti
certificatori;
16. Per assicurare l’efficace applicazione di livelli
qualitativi minimi di rendimento energetico degli edifici, occorre
istituire il sistema informativo regionale sull’efficienza e sulla
certificazione energetica degli edifici e dei relativi impianti,
(sistema informativo regionale sull’efficienza energetica), gestito
dalla struttura regionale competente, che comprende l’archivio
informatico delle certificazioni energetiche, nonché il catasto
degli impianti di climatizzazione;
17. Risulta importante prevedere, qualora gli attestati di
certificazione energetica siano relativi ad impianti produttivi, che
la trasmissione degli stessi avvenga attraverso la rete regionale
degli sportelli unici per le attività produttive (SUAP) di cui
all’articolo 40 della l.r. 40/2009;
18. In questo nuovo contesto diventa importante la disciplina
del sistema di controlli sull’efficienza energetica degli edifici e
la disciplina di un adeguato sistema di sanzioni in caso di
inadempienza delle relative disposizioni;
19. Allo scopo di dare compiuta attuazione al modificato
impianto normativo risulta necessaria l’emanazione di uno o più
regolamenti regionali che definiscano in particolare la disciplina
con riferimento a:
a) i requisiti minimi di rendimento energetico degli edifici e
le prescrizioni specifiche da rispettare nella materia di utilizzo
delle fonti rinnovabili;
b) le modalità di redazione e le indicazioni tecniche contenute
nell’attestato di certificazione energetica;
c) le modalità di conduzione, di manutenzione, di controllo e
di ispezione degli impianti termici;
d) le modalità di organizzazione, di gestione, di
implementazione del sistema informativo regionale sull’efficienza
energetica, nonché il raccordo di detto sistema con la banca dati
regionale SUAP, di cui alla l.r. 40/2009;
20. In attuazione della l. 36/2001 e dei relativi atti attuativi
si prevede l’obbligo dei soggetti gestori di comunicare i dati
relativi all’ampiezza delle fasce di rispetto, per la tutela
dall’inquinamento elettromagnetico, degli elettrodotti con tensione
non superiore a centocinquanta chilovolt;
21. Al fine di consentire le necessarie verifiche da parte delle
autorità competenti ed il recepimento delle fasce di rispetto
all’interno degli strumenti di pianificazione territoriale e degli
atti di governo del territorio comunali è necessario estendere
l’obbligo di comunicazione di tali dati ai comuni interessati ed
alla Regione anche per gli impianti già autorizzati alla data di
entrata in vigore della presente legge;
22. A seguito dell’entrata in vigore di norme statali che hanno
semplificato gli adempimenti necessari per la realizzazione di
taluni impianti energetici “a basso impatto”, è sorta la necessità
di adeguare la l.r. 39/2005, specificando quali depositi di gas di
petrolio liquefatto (GPL) sono esentati dall’autorizzazione unica,
quali impianti a fonti rinnovabili sono effettuabili con denuncia di
inizio attività (DIA) e quali tipologie di impianti sono invece
realizzabili con una semplice comunicazione preventiva al comune;
23. Va ampliato, per gli impianti a fonte rinnovabile e
cogenerativi, l’elenco, presente all’articolo 16, delle opere
soggette a DIA in quanto inferiori a determinate soglie di potenza,
tenuto conto di quanto previsto in ambito nazionale dalla legge
regionale 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per il bilancio
annuale e pluriennale dello Stato “legge finanziaria 2008”) e dalla
l. 99/2009; per tali attività non si richiede più l’autorizzazione
unica;
24. Va parallelamente integrata l’attuale previsione delle opere
non soggette a DIA ma realizzabili, per quanto concerne gli aspetti
energetici ed edilizi, a seguito di semplice comunicazione al comune
interessato, tenuto conto di quanto previsto in ambito nazionale dal
d.lgs 115/2008 e dalla l. 99/2009;
Si approva la presente legge






ARTICOLO 1
Modifiche all’articolo 3 della l.r. 39/2005
1. L’articolo 3 della legge regionale 24 febbraio 2005, n. 39
(Disposizioni in materia di energia), è sostituito dal seguente:
“Art. 3
Funzioni della Regione
1. La Regione:
a) promuove ed incentiva la ricerca, l’innovazione, lo sviluppo e la
diffusione di iniziative, tecnologie e di programmi necessari al
raggiungimento delle finalità di cui alla presente legge, secondo le modalità
di cui all’articolo 22;
b) partecipa ai procedimenti di consultazione, coordinamento o di intesa
con gli organi dello Stato e con le altre regioni, ai sensi dell’articolo 4,
rilasciando, per le opere ed infrastrutture energetiche autorizzate dallo
Stato, il relativo atto di intesa;
c) approva e attua il piano di indirizzo energetico regionale (PIER),
emana i provvedimenti attuativi di detto piano ed il documento di monitoraggio
e valutazione di cui all’articolo 5;
d) rilascia le autorizzazioni di cui agli articoli 11 e 13 e le
concessioni di cui all’articolo 14, per quanto concerne impianti geotermici,
impianti eolici di potenza superiore a 1 megawatt, in coerenza con la
semplificazione introdotta dall’articolo 27, comma 43, lettera b), della legge
23 luglio 2009, n. 99 (Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione
delle imprese, nonché in materia di energia), nonché linee e impianti di
trasmissione, trasformazione, distribuzione di energia elettrica di tensione
nominale superiore a 100 mila volt qualora assoggettati a procedura di
valutazione di impatto ambientale (VIA) regionale ai sensi della legge
regionale 3 novembre 1998, n. 79 (Norme per l’applicazione della valutazione
di impatto ambientale) o qualora interessino un ambito territoriale
interregionale;
e) esercita le funzioni connesse alle denunce di inizio attività (DIA)
per gli interventi su opere esistenti o in corso di realizzazione di cui
all’articolo 16, comma 4, per le tipologie di opere indicate alla lettera d);
f) svolge le attività di vigilanza e applicazione delle sanzioni ai sensi
degli articoli 18, 19, 20 e 21 per la tipologia di opere indicate alla lettera
d);
g) approva i regolamenti sull’efficienza energetica in edilizia di cui
all’articolo 23 sexies;
h) gestisce il sistema informativo regionale sull’efficienza energetica
di cui all’articolo 23 ter ;
i) può individuare i livelli di efficienza energetica ambientale minimi
obbligatori per gli impianti di produzione energetica, ai sensi dell’articolo
24;
l) può individuare limiti di efficienza energetica nell’esercizio di
sistemi di trasporto e altri impianti di cui all’articolo 25;
m) promuove misure atte a favorire lo sviluppo della concorrenza, secondo
le modalità di cui all’articolo 30;
n) promuove misure a tutela dei consumatori, secondo le modalità di cui
agli articoli 31 e 33;
o) dispone misure particolari di tutela a favore delle stazioni
astronomiche e delle aree naturali protette secondo le modalità di cui agli
articoli 34, 35 e 36;
p) approva l’autorizzazione in sanatoria per gli elettrodotti di
rilevante interesse pubblico di cui all’articolo 38;
q) emana il regolamento di attuazione e le ulteriori misure di attuazione
previste all’articolo 39;
r) svolge attività di divulgazione e di promozione di iniziative di
aggiornamento tecnico e professionale sulle materie oggetto della presente
legge, anche per il personale delle strutture regionali competenti;
s) esercita le funzioni amministrative relative alle linee ed impianti
elettrici previste dagli articoli 110, 126, 127, 221 e 225 del regio decreto
11 dicembre 1933, n. 1775 (Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque
e impianti elettrici) con riferimento alle opere che sono di sua competenza ai
sensi della lettera d).”.







ARTICOLO 2
Inserimento dell’articolo 3 bis nella l.r. 39/2005
1. Dopo l’articolo 3 della l.r. 39/2005, è inserito il seguente:
“Art. 3 bis
Funzioni delle province
1. Le province:
a) effettuano i controlli necessari all’osservanza delle norme relative
al contenimento dei consumi di energia nell’esercizio e manutenzione degli
impianti di climatizzazione secondo le modalità indicate nel regolamento di
cui all’articolo 23 sexies, ferme restando le competenze riservate ai comuni
aventi popolazione superiore a quarantamila abitanti, ai sensi dell’articolo 3
ter;
b) individuano gli ambiti territoriali relativi alle reti, al loro
sviluppo o risanamento, ai sensi dell’articolo 8, comma 2;
c) rilasciano le autorizzazioni di cui agli articoli 11, 13 e 15 e le
concessioni di cui all’articolo 14, ad eccezione di quelle riservate alla
Regione ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera d);
d) esercitano le funzioni connesse alle DIA per gli interventi su opere
esistenti o in corso di realizzazione di cui all’articolo 16, comma 4, per le
tipologie di opere indicate alla lettera c);
e) svolgono le attività di vigilanza e applicazione delle sanzioni ai
sensi degli articoli 18, 19, 20 e 21 per la tipologia di opere indicate alla
lettera c);
f) promuovono misure a tutela dei consumatori, secondo le modalità di cui
agli articoli 31 e 33;
g) esercitano le funzioni amministrative relative alle linee e agli
impianti elettrici di cui agli articoli 110, 126, 127, 221 e 225 del r.d.
1775/1933 con riferimento alle opere che sono di loro competenza ai sensi
della lettera c).”.







ARTICOLO 3
Inserimento dell’articolo 3 ter nella l.r. 39/2005
1. Dopo l’articolo 3 bis della l.r. 39/2005, è inserito il seguente:
“Art. 3 ter
Funzioni dei comuni
1. Qualora abbiano popolazione superiore a quarantamila abitanti, i
comuni effettuano i controlli necessari all’osservanza delle norme relative al
contenimento dei consumi di energia nell’esercizio e manutenzione degli
impianti di climatizzazione.
2. Oltre alle funzioni di cui al comma 1, i comuni, anche in forma
associata:
a) dettano disposizioni al fine di promuovere la produzione di energia
diffusa, ai sensi dell’articolo 8, comma 3;
b) esercitano le funzioni connesse alle DIA per gli interventi di cui
all’articolo 16, comma 3;
c) svolgono le attività di vigilanza e applicazione delle sanzioni ai
sensi degli articoli 18, 20 e 21 per la tipologia di opere indicate alla
lettera b);
d) adottano negli atti di governo del territorio e nei regolamenti
edilizi prescrizioni concernenti l’efficienza energetica in edilizia, secondo
quanto previsto dall’articolo 8, comma 3;
e) esercitano le funzioni di cui agli articoli 23 e 23 bis con
riferimento alle relazioni tecniche di rendimento energetico e con riferimento
agli attestati di certificazione energetica;
f) svolgono le funzioni di vigilanza e di applicazione delle sanzioni in
materia di efficienza energetica in edilizia;
g) esercitano l’attività di vigilanza sulle certificazioni energetiche
rilasciate dai soggetti competenti;
h) promuovono misure a tutela dei consumatori, secondo le modalità di cui
agli articoli 31 e 33;
i) dettano disposizioni concernenti gli impianti di illuminazione
esterna, individuano modalità e termini per l’adeguamento degli impianti
pubblici alle prescrizioni per la prevenzione dell’inquinamento luminoso, ai
sensi dell’articolo 8, comma 3;
l) svolgono attività di vigilanza e controllo ai sensi dell’articolo 35 ,
commi 6 e 8;
m) individuano gli ambiti territoriali relativi alle reti, al loro
sviluppo o risanamento, ai sensi dell’articolo 8, comma 2;
n) esercitano le funzioni amministrative relative alle linee e agli
impianti elettrici di cui agli articoli 110, 126, 127, 221 e 225 del r.d.
1775/1933 con riferimento alle opere che sono di loro competenza ai sensi
della lettera b).”.







ARTICOLO 4
Inserimento dell’articolo 10 bis nella l.r. 39/2005
1. Dopo l’articolo 10 della l.r. 39/2005, è inserito il seguente:
“Art. 10 bis
Determinazione delle fasce di rispetto per la tutela dall’inquinamento
elettromagnetico
1. In attuazione dell’articolo 8 della legge 22 febbraio 2001, n. 36
(Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici
ed elettromagnetici), il titolo abilitativo di cui all’articolo 10, determina
le fasce di rispetto per la tutela dall’inquinamento elettromagnetico degli
elettrodotti con tensione non superiore a 150 chilovolt secondo la metodologia
di calcolo contenuta nei decreti emanati ai sensi dell’articolo 4, comma 2,
della l. 36/2001.
2. Al fine di consentire la determinazione delle fasce di rispetto ai
sensi di quanto disposto dal comma 1, i soggetti interessati comunicano
all’autorità competente di cui all’articolo 10, i dati necessari per il
calcolo e l’ampiezza di dette fasce.
3. I dati per il calcolo e l’ampiezza delle fasce di rispetto determinate
nel titolo abilitativo sono trasmessi a cura dei soggetti gestori ai comuni
interessati, nonché alla Regione per gli elettrodotti di competenza
provinciale.”.







ARTICOLO 5
Modifiche all’articolo 11 della l.r. 39/2005
1. Il comma 1 dell’articolo 11 della l.r. 39/2005 è sostituito dal
seguente:
“1. Fatto salvo quanto disposto dagli articoli 16 e 17, sono assoggettati
all’autorizzazione unica la costruzione e l’esercizio dei seguenti impianti:
a) impianti di produzione di energia elettrica da fonte convenzionale con
esclusione dei gruppi elettrogeni di soccorso o degli impianti non soggetti
all’autorizzazione delle emissioni in atmosfera ai sensi dell’articolo 269,
comma 14, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia
ambientale);
b) linee elettriche e relativi impianti;
c) oleodotti e gasdotti, ad eccezione delle infrastrutture costituenti
opere di urbanizzazione e delle modifiche di oleodotti esistenti non
individuate dal regolamento di cui all’articolo 39, come nuova opera;
d) impianti di stoccaggio di idrocarburi di capacità superiore a 25 metri
cubi, fatto salvo quanto previsto alle lettere e) ed f);
e) impianti di stoccaggio di oli minerali di capacità superiore a 25
metri cubi, nei casi di cui all’articolo 1, comma 56 della l. 239/2004;
f) impianti di deposito di gas di petrolio liquefatto (GPL) nei casi di
cui all’articolo 1, comma 56, della l. 239/2004, ad eccezione dei depositi
destinati ad uso non commerciale aventi capacità complessiva non superiore a
26 metri cubi e dei depositi in bombole aventi capacità di accumulo non
superiore a 1.000 chilogrammi di prodotto;
g) impianti di lavorazione e trasformazione idrocarburi, fatto salvo
quanto previsto alla lettera h);
h) impianti di lavorazione e trasformazione oli minerali nei casi di cui
all’articolo 1, comma 56, della l. 239/2004;
i) impianti per la produzione, trasporto e utilizzo dell’idrogeno come
individuati dal regolamento di cui all’articolo 39.”.







ARTICOLO 6
Modifiche all’articolo 12 della l.r. 39/2005
1. Il comma 2 dell’articolo 12 della l.r. 39/2005 è sostituito dal
seguente:
“2. Le amministrazioni competenti di cui agli articoli 3 e 3 bis convocano
la conferenza dei servizi di cui agli articoli 21 e seguenti della legge
regionale 23 luglio 2009, n. 40 (Legge di semplificazione e riordino normativo
2009). Alla conferenza partecipano tutte le amministrazioni interessate alla
realizzazione e all’esercizio degli impianti ai sensi delle norme vigenti,
nonché i gestori di opere pubbliche o di interesse pubblico aventi
interferenze con gli stessi impianti progettati.”.
2. Dopo la lettera d) del comma 3 dell’articolo 12 della l.r. 39/2005, è
inserita la seguente:
“d bis) per i progetti di linee elettriche e relativi impianti, l’ampiezza
delle fasce di rispetto, per la tutela dall’inquinamento elettromagnetico, con
l’indicazione dei dati utilizzati per il calcolo delle stesse in applicazione
dei decreti emanati ai sensi dell’articolo 4, comma 2, della l. 36/2001.”.







ARTICOLO 7
Sostituzione dell’articolo 13 della l.r. 39/2005
1. L’articolo 13 della l.r. 39/2005 è sostituito dal seguente:
“Art. 13
Autorizzazione per gli impianti di produzione di energia elettrica da fonti
rinnovabili
1. Fermo restando quanto disposto agli articoli 16 e 17, in applicazione
dell’articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 (Attuazione
della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica
prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno
dell´elettricità), sono soggetti all’autorizzazione unica di cui all’articolo
11, gli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e le
centrali ibride come definite dall’articolo 8, comma 2, del d.lgs. 387/2003.”.







ARTICOLO 8
Modifiche all’articolo 14 della l.r. 39/2005
1. Il comma 1 dell’articolo 14 della l.r. 39/2005 è sostituito dal
seguente:
“1. Le concessioni ed i permessi o analoghi atti, relativi alle derivazioni
d’acqua ai fini energetici ed alle risorse geotermiche, restano disciplinati
dalle norme vigenti, fermo restando quanto disposto dai commi da 2 a 7,
dall’articolo 15 e dall’articolo 16, comma 3, lettera h).”.







ARTICOLO 9
Sostituzione dell’articolo 15 della l.r. 39/2005
1. L’articolo 15 della l.r. 39/2005 è sostituito dal seguente:
“Art. 15
Estrazioni locali di acque calde a fini geotermici
1. L’esecuzione dei pozzi di profondità fino a 400 metri per ricerca,
estrazione e utilizzazione di acque calde, comprese quelle sgorganti da
sorgenti, per potenza termica complessiva non superiore a 2.000 chilowatt
termici, e la realizzazione dei connessi impianti per la produzione di calore
o di energia elettrica con sistemi a ciclo binario ad emissione nulla, è
autorizzata dalla provincia territorialmente competente con le modalità
previste dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti
elettrici, di cui al r.d. 1775/1933.”.







ARTICOLO 10
Modifiche all’articolo 16 della l.r. 39/2005
1. Il comma 1 dell’articolo 16 della l.r. 39/2005 è sostituito dal
seguente:
“1. Gli interventi di cui ai commi 3 e 4 sono soggetti alla DIA ,
costituente titolo abilitativo ai fini degli adempimenti in materia edilizia e
di energia, nel rispetto delle disposizioni di cui al titolo VI della l.r.
1/2005, ai commi 2, 5 e 6 del presente articolo, nonché nel rispetto degli
articoli 3, 3 bis, 3 ter, 8, 10, 18, 20, 21, 26, 39 e 42 della presente
legge.”.
2. Il comma 3 dell’articolo 16 della l.r. 39/2005 è sostituito dal
seguente:
“3. Fermo restando quanto previsto al comma 6, sono soggetti alla DIA i
seguenti interventi, qualora non costituiscano attività libera ai sensi
dell’articolo 17:
a) l’installazione di impianti di illuminazione in spazi aperti di
potenza complessiva superiore a 25.000 lumen, laddove gli stessi impianti non
siano già soggetti a permesso di costruire ai sensi della l.r. 1/2005;
b) l’installazione, alle condizioni fissate dal PIER e dai provvedimenti
attuativi dello stesso, di pannelli solari termici da 20 metri quadrati fino a
complessivi 100 metri quadrati;
c) la costruzione e l’esercizio delle linee elettriche e relativi
impianti di tensione nominale di esercizio da 1.001 a 30.000 volt a limitato
impatto territoriale, come individuate al comma 5;
d) la costruzione e l’esercizio di impianti di produzione, stoccaggio,
trasporto e distribuzione di energia a limitato impatto territoriale, come
individuati al comma 5;
e) la costruzione e l’esercizio di linee elettriche di distribuzione di
tensione nominale inferiore o uguale a 1.000 volt;
f) la costruzione e l’esercizio degli impianti di produzione di energia
elettrica da fonti rinnovabili, ai sensi dell’articolo 12 del d.lgs. 387/2003,
quando la capacità di generazione sia inferiore alle seguenti soglie di
potenza:
1) per gli impianti eolici, 100 chilowatt;
2) per gli impianti solari fotovoltaici, 200 chilowatt;
3) per gli impianti a fonte idraulica, 100 chilowatt;
4) per gli impianti a biomasse, 200 chilowatt;
5) per gli impianti alimentati a gas di discarica, o gas residuati dei
processi di depurazione o biogas, 250 chilowatt.”;
g) la costruzione e l’esercizio degli impianti, alimentati da fonti
convenzionali o rinnovabili, di produzione combinata di energia elettrica e
calore, ai sensi dell’articolo 27 della l. 99/2009, quando la capacità di
generazione è inferiore a 1 megawatt elettrico;
h) l’installazione di impianti di produzione di calore da risorsa
geotermica, senza prelievo di fluido geotermico, destinati al riscaldamento e
alla climatizzazione di edifici.”.
3. Il comma 5 dell’articolo 16 della l.r. 39/2005 è sostituito dal
seguente:
“5. Con il regolamento di cui all’ articolo 39, sono individuate le
tipologie di opere ed impianti, di cui al comma 3, lettere c) e d), a limitato
impatto territoriale da assoggettarsi alla DIA, in relazione:
a) alla dimensione e alle caratteristiche tecniche delle opere progettate;
b) alle caratteristiche e alla sensibilità delle aree interessate dagli
interventi;
c) alla compatibilità delle linee ed impianti con gli atti di
pianificazione territoriale ed ambientale.”.







ARTICOLO 11
Modifiche all’articolo 17 della l.r. 39/2005
1. Il comma 1 dell’articolo 17 della l.r. 39/2005 è sostituito dal
seguente:
“1. Fermo restando l’obbligo del preventivo rilascio dell’autorizzazione
di cui all’articolo 146 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice
dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6
luglio 2002, n. 137), nelle aree assoggettate ai vincoli paesaggistici, non
necessitano di titolo abilitativo, ai sensi della presente legge e della l.r.
1/2005, i seguenti interventi laddove realizzati secondo le condizioni fissate
dal PIER e dai provvedimenti attuativi dello stesso:
a) l’installazione di pannelli solari termici di sviluppo uguale o
inferiore a 20 metri quadrati;
b) l’installazione di pannelli solari termici per applicazioni nel
settore florovivaistico;
c) l’installazione di pannelli solari fotovoltaici di potenza nominale
uguale o inferiore a 5 chilowatt;
d) l’installazione di impianti eolici di potenza uguale o inferiore a 5
chilowatt ;
e) l’installazione di impianti di cogenerazione a gas naturale fino a 3
megawatt termici;
f) l’installazione di impianti di produzione energetica alimentati a
biomassa fino a 0,5 megawatt termici.”.
2. Dopo il comma 1 dell’articolo 17 della l.r. 39/2005, è inserito il
seguente:
“1 bis. In applicazione dell’articolo 11 del decreto legislativo 30 maggio
2008, n. 115 (Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all’efficienza
degli usi finali dell’energia e i servizi energetici e abrogazione della
direttiva 93/76/CEE) e fermo restando l’obbligo del preventivo rilascio
dell’autorizzazione di cui all’articolo 146 del d.lgs. 42/2004 per le aree
assoggettate ai vincoli paesaggistici, non necessitano di titolo abilitativo
ai sensi della presente legge e della l.r. 1/2005 i seguenti interventi:
a) l’installazione di singoli generatori eolici con altezza complessiva
non superiore ad 1,5 metri e diametro non superiore a 1 metro;
b) l’installazione di impianti solari termici o fotovoltaici aderenti o
integrati nei tetti degli edifici, con la stessa inclinazione e lo stesso
orientamento della falda e i cui componenti non modificano la sagoma degli
edifici stessi, qualora la superficie dell’impianto non sia superiore a quella
del tetto.”.
3. Dopo il comma 1 bis dell’articolo 17 della l.r. 39/2005, è inserito il
seguente:
“1 ter. In applicazione dell’articolo 27 della l. 99/2009 e fermo restando
l’obbligo del preventivo rilascio dell’autorizzazione di cui all’articolo 146
del d.lgs. 42/2004, per le aree assoggettate ai vincoli paesaggistici, non
necessitano di titolo abilitativo ai sensi della presente legge e della l.r.
1/2005 l’installazione di impianti, alimentati da fonti convenzionali o
rinnovabili, di produzione combinata di energia elettrica e calore, quando la
capacità di generazione è inferiore a 50 chilowatt elettrici.”.
4. Dopo il comma 1 ter dell’articolo 17 della l.r. 39/2005, è inserito il
seguente:
“1 quater. Fermo restando l’obbligo del preventivo rilascio
dell’autorizzazione di cui all’articolo 146 del d.lgs. 42/2004, per le aree
assoggettate ai vincoli paesaggistici, non necessitano di titolo abilitativo
ai sensi della presente legge e della l.r. 1/2005 i seguenti interventi,
realizzati tenendo conto delle condizioni fissate dal PIER e dai provvedimenti
attuativi dello stesso, di cui la Regione e gli enti locali siano i soggetti
responsabili:
a) l’installazione di pannelli solari fotovoltaici di potenza nominale
uguale o inferiore a 1 megawatt;
b) l’installazione di impianti eolici di potenza nominale uguale o
inferiore a 1 megawatt;
c) l’installazione di impianti a fonte idraulica di potenza nominale
uguale o inferiore a 200 chilowatt.”.
5. Dopo il comma 1 quater dell’articolo 17 della l.r. 39/2005, è inserito
il seguente:
“1 quinquies. Gli interventi di cui al comma 1 quater, lettere a), b) e c)
possono essere realizzati dalle aziende sanitarie, previo assenso del comune
competente.”.
6. Dopo il comma 3 dell’articolo 17 della l.r. 39/2005, è aggiunto il
seguente:
“3 bis. Per gli interventi di cui ai commi 1, 1 bis, 1 ter e 1 quater
l’interessato provvede a dare comunicazione preventiva al comune almeno venti
giorni prima dell’inizio dei lavori.”.







ARTICOLO 12
Modifiche all’articolo 23 della l.r. 39/2005
1. L’articolo 23 della l.r. 39/2005 è sostituito dal seguente:
“Art. 23
Rendimento energetico degli edifici. Relazione tecnica di rendimento energetico
1. Tutti gli interventi di nuova edificazione, di ristrutturazione o
manutenzione edilizia relativi a singole unità immobiliari oppure ad interi
edifici o aree residenziali sono progettati e realizzati in modo da contenere
le necessità di consumo di energia tenuto conto del progresso della tecnica e
del contenimento dei costi, nel rispetto dei requisiti minimi fissati dal
regolamento di cui all’articolo 23 sexies, nel rispetto della direttiva
2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2002 sul
rendimento energetico nell’edilizia e del decreto legislativo 19 agosto 2005,
n. 192 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento
energetico nell’edilizia).
2. Quando gli interventi edilizi di cui al comma 1, richiedono la
presentazione di un progetto al comune, allo stesso progetto è allegata la
relazione tecnica di rendimento energetico che contiene le indicazioni
tecniche stabilite dal regolamento di cui all’articolo 23 sexies, dà conto del
rispetto dei requisiti minimi del risparmio energetico fissati dal regolamento
di cui all’articolo 23 sexies, comma 1, lettera b), del rispetto delle norme
tecniche statali e dell’Unione europea in materia di efficienza energetica
degli edifici.
3. Qualora gli interventi da realizzare abbiano ad oggetto interi nuovi
edifici o aree residenziali di nuova edificazione o in ristrutturazione
complessiva, è verificata la realizzabilità di forme innovative e
centralizzate di produzione di energia per la copertura dei fabbisogni
energetici dell’edificio o dell’area e sono valutati i relativi oneri. Il
resoconto di detta verifica e valutazione è contenuto nella relazione tecnica
di rendimento energetico.
4. La relazione tecnica di rendimento energetico, allegata ai progetti
relativi agli interventi di cui al comma 3, ha validità anche per le singole
unità immobiliari collocate negli edifici o nelle aree residenziali.”.







ARTICOLO 13
Inserimento dell’articolo 23 bis nella l.r. 39/2005
1. Dopo l’articolo 23 della l.r. 39/2005, è inserito il seguente:
“Art. 23 bis
Attestato di certificazione energetica
1. Fatti salvi i casi di esclusione individuati dal regolamento di cui
all’articolo 23 sexies, ogni edificio di nuova costruzione, oppure oggetto di
ricostruzione a seguito di demolizione, nonché ogni edificio esistente di
superficie utile lorda superiore a mille metri quadrati, oggetto di interventi
di ristrutturazione edilizia che riguardano l’intera struttura, è dotato di un
attestato di certificazione energetica, redatto da professionisti abilitati,
in attuazione dell’articolo 6 del d.lgs. 192/2005. L’attestato di
certificazione energetica è presentato ai comuni al momento in cui è
presentato il certificato di cui all’articolo 86 della l.r. 1/2005.
L’attestato di certificazione energetica è presentato secondo le modalità di
cui al comma 2.
2. L’attestato di certificazione energetica è trasmesso al comune
attraverso il sistema informativo regionale sull’efficienza energetica di cui
all’articolo 23 ter oppure, nel caso in cui l’attestato di certificazione
energetica sia relativo ad impianti produttivi, è trasmesso attraverso la rete
regionale degli sportelli unici per le attività produttive (SUAP) di cui
all’articolo 40 della l.r. 40/2009.
3. Il certificato di cui all’articolo 86 della l.r. 1/2005, è inefficace
a qualsiasi titolo qualora non sia presentato l’attestato di certificazione
energetica.
4. Fatti salvi i casi di esclusione individuati dal regolamento di cui
all’articolo 23 sexies, nel caso di trasferimento a titolo oneroso o di
locazione di ogni unità immobiliare di nuova edificazione oppure già
esistente, l’unità immobiliare è dotata di attestato di certificazione
energetica. Gli estremi identificativi dell’attestato di certificazione
energetica sono richiamati nel relativo atto di trasferimento a titolo oneroso
o contratto di locazione. L’attestato di certificazione energetica è trasmesso
ai comuni attraverso il sistema informativo regionale sull’efficienza
energetica di cui all’articolo 23 ter.
5. Nei casi di cui al comma 4, se l’unità immobiliare non è dotata
dell’attestato di certificazione energetica si dà luogo all’automatica
classificazione dell’unità immobiliare nella classe energetica più bassa, come
individuata dal regolamento di cui all’articolo 23 sexies.
6. L’attestato di certificazione energetica tiene luogo dell’attestato di
qualificazione energetica di cui all’articolo 8 del d.lgs. 192/2005.
7. Negli edifici di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico di
superficie superiore a 1000 metri quadrati, è affisso in luogo visibile al
pubblico un riassunto dell’attestato di certificazione energetica,
denominato “targa energetica”, avente il contenuto e le indicazioni stabilite
dal regolamento di cui all’articolo 23 sexies.
8. L’attestato di certificazione energetica ha validità di dieci anni a
partire dal suo rilascio, ed è aggiornato ad ogni intervento che modifica le
prestazioni energetiche dell’edificio.”.







ARTICOLO 14
Inserimento dell’articolo 23 ter nella l.r. 39/2005
1. Dopo l’articolo 23 bis della l.r. 39/2005, è inserito il seguente:
“Art. 23 ter
Sistema informativo regionale sull’efficienza energetica
1. Nell’ambito del sistema informativo regionale di cui alla legge
regionale 5 ottobre 2009, n. 54 (Istituzione del sistema informativo e del
sistema statistico regionale. Misure per il coordinamento delle infrastrutture
e dei servizi per lo sviluppo della società dell’informazione e della
conoscenza), tenuto conto dei contenuti del sistema informativo geografico
regionale di cui all’articolo 28 della l.r. 1/2005, è istituito il sistema
informativo regionale sull’efficienza e sulla certificazione energetica degli
edifici e dei relativi impianti, di seguito indicato come sistema informativo
regionale sull’efficienza energetica, gestito dalla struttura regionale
competente.
2. Il sistema informativo regionale sull’efficienza energetica comprende
l’archivio informatico delle certificazioni energetiche, nonché il catasto
degli impianti di climatizzazione ed è immediatamente accessibile da tutti i
comuni e le province della Regione al fine di assicurare la gestione e
l’interazione dei dati tra comuni, province e Regione.
3. Per assicurare la completezza dei dati del catasto degli impianti di
climatizzazione, anche ai sensi di quanto previsto dall’articolo 9, comma 3,
del d.lgs. 192/2005, i comuni richiedono ai proprietari, ai conduttori o agli
amministratori dei condomini gli elementi descrittivi essenziali degli
impianti di climatizzazione degli edifici, non desumibili dalle informazioni
già in possesso del sistema informativo regionale sull’efficienza energetica.
I comuni provvedono ad immettere detti dati nel sistema informativo regionale
sull’efficienza energetica.
4. Avvalendosi di idonei supporti informatici e secondo le modalità e i
tempi indicati dal regolamento di cui all’articolo 23 sexies, i distributori
di combustibile per gli impianti termici degli edifici comunicano con cadenza
annuale le informazioni relative all’ubicazione e alla titolarità di tutti gli
impianti riforniti in un arco annuale di riferimento ai comuni oppure alle
province territorialmente competenti, a seconda di chi esercita il controllo
sul contenimento dei consumi energetici nell’esercizio e manutenzione degli
impianti di climatizzazione, ai sensi di quanto disposto dall’articolo 31
della legge 9 gennaio 1991, n. 10 (Norme per l’attuazione del piano energetico
nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e
di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia). Tali comuni o province
provvedono ad immettere i dati nel sistema informativo regionale
sull’efficienza energetica.
5. Il regolamento di cui all’articolo 23 sexies, disciplina le modalità
di organizzazione, di gestione, di implementazione del sistema informativo
regionale sull’efficienza energetica nel rispetto degli standard di cui alla
legge regionale 26 gennaio 2004, n. 1 (Promozione dell’amministrazione
elettronica e della società dell’informazione e della conoscenza nel sistema
regionale. Disciplina della "Rete telematica regionale Toscana"), nonché il
raccordo del sistema informativo regionale sull’efficienza energetica con la
banca dati regionale SUAP di cui all’articolo 42 della l.r. 40/2009.”.







ARTICOLO 15
Inserimento dell’articolo 23 quater nella l.r. 39/2005
1. Dopo l’articolo 23 ter della l.r. 39/2005, è inserito il seguente:
“Art. 23 quater
Accesso al sistema informativo regionale sull’efficienza energetica
1. Al fine di facilitare la gestione delle attività di trasmissione degli
attestati di certificazione energetica, la Regione assicura l’accesso di
chiunque vi abbia interesse al sistema informativo regionale sull’efficienza
energetica di cui all’articolo 23 ter, secondo le modalità e con gli strumenti
previsti dalle disposizioni regionali in materia di amministrazione
elettronica e semplificazione.
2. L’accesso al sistema informativo regionale sull’efficienza energetica
è assicurato attraverso l’infrastruttura di rete regionale di identificazione
ed accesso prevista dalla l.r. 1/2004 come articolazione regionale del sistema
pubblico di connettività, al fine di consentire secondo le modalità
disciplinate dal regolamento di cui all’articolo 23 sexies:
a) il rapido accesso al sistema informativo regionale sull’efficienza
energetica;
b) il migliore utilizzo dei dati raccolti;
c) la rapida trasmissione degli attestati di certificazione energetica.
3. Per l’accesso al sistema informativo regionale sull’efficienza
energetica ai sensi del comma 2, è prevista la corresponsione alla Regione di
un rimborso per le spese sostenute per l’acquisto dei dispositivi elettronici
all’uopo necessari. Detto rimborso per le spese sostenute per ciascun
dispositivo è determinato e corrisposto secondo le modalità stabilite dal
regolamento di cui all’articolo 23 sexies.”.







ARTICOLO 16
Inserimento dell’articolo 23 quinquies nella l.r. 39/2005
1. Dopo l’articolo 23 quater della l.r. 39/2005, è inserito il seguente:
“Art. 23 quinquies
Sanzioni e controlli sul rendimento energetico degli edifici
1. L’inosservanza dell’obbligo di invio da parte dei distributori di
combustibile dei dati ai sensi dell’articolo 23 ter, comma 4, secondo le
modalità prescritte dal regolamento di cui all’articolo 23 sexies, comporta
l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000,00 a
euro 6.000,00.
2. L’inosservanza degli obblighi di invio dei rapporti di controllo sugli
impianti termici, in attuazione di quanto disposto dal regolamento di cui
all’articolo 23 sexies, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa
da euro 60,00 a euro 360,00.
3. Nel caso di esecuzione di opere in difformità dalla relazione tecnica
di rendimento energetico e senza l’osservanza dei requisiti minimi di
rendimento energetico fissati dal regolamento di cui all’articolo 23 sexies,
comma 1, lettera b), al direttore dei lavori è applicata una sanzione
amministrativa:
a) non inferiore ad euro 1.000,00 e non superiore ad euro 6.000,00
qualora le opere interessino unità immobiliari di superficie utile lorda
complessiva inferiore a 100 metri quadrati;
b) non inferiore ad euro 2.000,00 e non superiore ad euro 12.000,00,
qualora le opere interessino unità immobiliari di superficie utile lorda
complessiva compresa tra 100 metri quadrati e 300 metri quadrati;
c) non inferiore ad euro 3.000,00 e non superiore ad euro 18.000,00
qualora le opere interessino unità immobiliari di superficie utile lorda
complessiva superiore a 300 metri quadrati.
4. A seguito dell’accertamento delle violazioni di cui al comma 3, il
comune ordina al proprietario le modifiche necessarie per adeguare l’unità
immobiliare ai requisiti minimi di rendimento energetico fissando un termine
per la loro realizzazione. Qualora il proprietario non realizzi le opere per
l’adeguamento ai requisiti minimi di rendimento energetico entro il termine
fissato, a detto proprietario si applica una sanzione amministrativa
determinata secondo le modalità di cui al comma 3, lettere a), b) e c).
5. Nel caso di esecuzione di opere in difformità dalla relazione tecnica
di rendimento energetico di cui all’articolo 23, ma nel rispetto dei requisiti
minimi di rendimento energetico, al direttore dei lavori si applica una
sanzione amministrativa determinata secondo le modalità di cui al comma 3,
lettere a), b), e c). I relativi importi sono ridotti alla metà.







ARTICOLO 17
Inserimento dell’articolo 23 sexies nella l.r. 39/2005
1. Dopo l’articolo 23 quinquies della l.r. 39/2005, è inserito il
seguente:
“Art. 23 sexies
Regolamento regionale
1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge
regionale 23 novembre 2009, n. 71 (Modifiche alla legge regionale 24 febbraio
2005 n. 39 “Disposizioni in materia di energia”), la Giunta regionale approva
uno o più regolamenti di attuazione che disciplinano in particolare:
a) le modalità di redazione e le indicazioni tecniche che sono contenute
nella relazione tecnica di rendimento energetico di cui all’articolo 23;
b) i requisiti minimi di rendimento energetico degli edifici e le
prescrizioni specifiche da rispettare per il contenimento dei consumi
energetici anche attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili,
c) le indicazioni tecniche che sono contenute nell’attestato di
certificazione energetica di cui all’articolo 23 bis;
d) le modalità di trasmissione delle relazioni di rendimento energetico
attraverso procedure informatizzate;
e) le modalità di trasmissione degli attestati di certificazione
energetica attraverso procedure informatizzate;
f) le modalità di conduzione, di manutenzione, di controllo e di
ispezione degli impianti termici, in applicazione degli articoli 7 e 9 del
d.lgs. 192/2005;
g) le modalità di svolgimento delle verifiche sulla regolarità, sulla
completezza e sulla veridicità delle certificazioni energetiche, svolte dai
comuni;
h) i casi di esclusione dagli obblighi di presentazione della relazione
di rendimento energetico;
i) i casi di esclusione dall’obbligo di dotazione dell’attestato di
certificazione energetica;
l) le modalità di accesso dei soggetti certificatori al sistema
informativo regionale sull’efficienza energetica ai sensi dell’articolo 23
quater;
m) i requisiti ed il contenuto della targa energetica di cui all’articolo
23 bis, comma 7;
n) le modalità di organizzazione, di gestione, di implementazione del
sistema informativo regionale sull’efficienza energetica di cui all’articolo
23 ter;
o) i termini e le modalità per l’invio dei rapporti di controllo
attestanti l’avvenuta manutenzione ed il controllo degli impianti termici
degli edifici ai comuni con popolazione superiore ai quarantamila abitanti
oppure alle province competenti ai sensi di quanto disposto dall’articolo 31
della l. 10/1991.”.







ARTICOLO 18
Inserimento dell’articolo 38 bis nella l.r. 39/2005
1. Dopo l’articolo 38 della l.r. 39/2005, è inserito il seguente:
“Art. 38 bis
Disposizioni transitorie per gli elettrodotti già autorizzati
1. Entro il 31 dicembre 2010, i gestori degli elettrodotti con tensione
non superiore a 150 chilovolt, già autorizzati alla data di entrata in vigore
della l.r. 71/2009 comunicano alla Regione e ai comuni interessati i dati per
il calcolo e l’ampiezza delle fasce di rispetto, determinate secondo i criteri
contenuti nei decreti emanati ai sensi dell’articolo 4 della l. 36/2001.







ARTICOLO 19
Modifiche all’articolo 40 della l.r. 39/2005
1. Dopo il comma 2 dell’articolo 40 della l.r. 39/2005, sono aggiunti i
seguenti:
“2 bis. Agli oneri derivanti dall’attuazione degli articoli 23 ter e 23
quater, stimati in euro 200.000,00 per l’anno 2010 ed euro 60.000,00 per
l’anno 2011, si fa fronte per l’anno 2010 con le risorse di cui alla UPB
413 “Energia – Spese di investimento del bilancio pluriennale vigente 2009 –
2011, annualità 2010 e per l’anno 2011 per euro 10.000,00 con le risorse di
cui alla UPB 413 “Energia – Spese di investimento” e per euro 50.000,00 con le
risorse di cui alla UPB 414 “Energia – Spese correnti” del bilancio
pluriennale vigente 2009 – 2011, annualità 2011.
2 ter. Le entrate di cui all’articolo 23 quater, riferite alla richiesta dei
soggetti certificatori interessati dei dispositivi elettronici necessari per
l’accesso al sistema informativo regionale sull’efficienza energetica, sono
iscritte in bilancio alla UPB di entrata 322 “Proventi diversi” al momento e
nella misura del loro effettivo accertamento.
2 quater. Al fine della copertura della spesa di cui al comma 2 bis, al
bilancio pluriennale vigente 2009 – 2011, annualità 2010 e 2011 sono apportate
le seguenti variazioni per sola competenza:
Anno 2010
In diminuzione
UPB 414 “Energia – Spese correnti”, per euro 200.000,00;
In aumento
UPB 413 “Energia – Spese di investimento”, per euro 200.000,00;
Anno 2011
In diminuzione
UPB 414 “Energia – Spese correnti”, per euro 10.000,00;
In aumento
UPB 413 “Energia – Spese di investimento”, per euro 10.000,00.
2 quinquies. Agli oneri per gli esercizi successivi si fa fronte con legge
di bilancio.”.







ARTICOLO 20
Decorrenza degli effetti
1. Le disposizioni di cui agli articoli 23, 23 bis, 23 ter, 23 quater, 23
quinquies, si applicano a far data dall’entrata in vigore dei relativi
regolamenti di cui all’articolo 23 sexies della legge regionale 24 febbraio
2005, n. 39 (Disposizioni in materia di energia).







ARTICOLO 21
Abrogazioni
1. L’articolo 43 della l.r. 39/2005 è abrogato.

Formula Finale:
La presente legge è pubblicata sul Bollettino Ufficiale della
Regione. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla come legge
della Regione Toscana.
MARTINI
Firenze, 23 novembre 2009
La presente legge è stata approvata dal Consiglio regionale nella
seduta dell’11.11.09.


Note:

ESTREMI DEI LAVORI PREPARATORI

Proposta di legge della Giunta regionale 3 agosto 2009, n. 23
divenuta
Proposta di legge del Consiglio regionale 7 agosto 2009, n. 371
Proponente:
Assessore Anna Rita Bramerini
Assegnata alle 3^ e 6^ Commissioni consiliari
Messaggio delle Commissioni in data 10 novembre 2009
Approvata in data 11 novembre 2009
Divenuta legge regionale 48/2009 (atti del Consiglio)