Vi ricordate il famoso apologo di Menenio Agrippa ?
Confusione di interpretazioni per gli impianti fotovoltaici

 

Per gli impianti fotovoltaici istallati a terra sorgono interpretazioni diverse : per ’agenzia del Territorio sono considerati come vere e proprie costruzioni anzi peggio, addirittura Opifici da doversi accatastare in Categoria D1. Al contrario secondo l’Agenzia delle Entrate gli impianti fotovoltaici sono “impianti” e quindi come tali sono beni mobili che per la loro peculiarità “possono essere rimossi e utilizzati per le medesime finalità senza antieconomici interventi di adattamento”. E pensare che le diverse e divergenti interpretazioni vengono da due Uffici che fanno parte dello stesso Ministero. E’ proprio vero Menenio Agrippa, con il suo famoso apologo aveva proprio ragione :


“ Olim humani artus, cum ventrem otiosum cernerent, ab eo discordarunt, conspiraruntque ne manus ad os cibum ferrent, nec os acciperet datum, nec dentes conficerent. At dum ventrem domare volunt, ipsi quoque defecerunt, totumque corpus ad extremam tabem venit: inde apparuit ventris haud segne ministerium esse, eumque acceptos cibos per omnia membra disserere, et cum eo in gratiam redierunt.”


Una volta, le membra dell’uomo, constatando che lo stomaco se ne stava ozioso [ad attendere cibo], ruppero con lui gli accordi e cospirarono tra loro, decidendo che le mani non portassero cibo alla bocca, né che, portatolo, la bocca lo accettasse, né che i denti lo confezionassero a dovere. Ma mentre intendevano domare lo stomaco, a indebolirsi furono anche loro stesse, e il corpo intero giunse a deperimento estremo


 

Circolare dell’Agenzia delle Entrate

 

 

 

Clicca

 

 


Con questi presupposti e fatti un pò di conti (senza bisogno di alcun pallottoliere) non troviamo, alemeno per il momento, alcuna convenzienza ad istallare impianti fotovoltaici, stante anche le notevoli difficoltà burocratiche a cui si va incontro e la GRANDE E POCA CHIAREZZA, tipica dei nostri ordinamenti, che agevola solo a parole ma non a FATTI !!!

 

Leggete , ad esempio, cosa dice il Comune di Torino

Autorizzazioni e verifiche ambientali

Le autorizzazioni necessarie all’installazione di un impianto fotovoltaico variano in funzione del tipo di impianto e della sua ubicazione. Non sono necessarie autorizzazioni alla produzione energetica, ma autorizzazioni relative alla presenza di vincoli di tipo ambientale, paesaggistico o architettonico sul sito in cui l’impianto viene inserito. Pertanto, in assenza di vincoli, per impianti di potenza inferiore a 20 kW (D.Lgs. 387/2003, art. 12 c. 5 modificato dalla L. 24/12/2007 n. 244) è in generale sufficiente la DIA (Denuncia di Inizio Attività) all’autorità locale (di solito il Comune), tranne i casi previsti dall’art.11 comma 3 del D. Lgs. 115/2008 (“impianti solari termici o fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda e i cui componenti non modificano la sagoma degli edifici stessi”), per i quali, indipendentemente dalla potenza, è sufficiente una comunicazione preventiva al Comune interessato.
Nel caso di impianti fotovoltaici, come disposto dall’art. 5 del D.M. 19/2/07, il procedimento unico, di cui all’art. 12 del D.Lgs. 387/2003, non viene attivato qualora non siano richiestem autorizzazioni e nel caso in cui sia necessario un solo provvedimento autorizzativo, comunque denominato. Può essere questo il caso, assai frequente, in cui, in assenza di vincoli sul sito, per la realizzazione e l’esercizio dell’impianto il proponente debba unicamente conseguire i titoli abilitativi dal punto di vista edilizio, di competenza comunale. Nel seguito si tenta di fornire un elenco il più possibile esaustivo dei vincoli che possono sussistere sui siti previsti per l’installazione di impianti fotovoltaici e che il proponente dovrà preventivamente verificare presso il comune interessato.


Vincoli paesaggistici derivanti dal D.Lgs. 42/2004 e s.m.i.
Compatibilità con il Piano d’Area per i Parchi (richiedere parere all’ente Parco interessato).
Compatibilità con il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) dell’Autorità di Bacino del Fiume Po in
caso di fasce fluviali e dissesti.
Compatibilità con il PRGC (carta di sintesi dell’utilizzazione urbanistica e della pericolosità
geomorfologia, fasce di rispetto da strade, corsi d’acqua, depuratori, cimiteri), ai sensi della LR
56/77 - Uso e tutela del suolo.
In caso di interferenza con corsi d’acqua considerati acque pubbliche, per esempio
installazione su un ponte, deve essere richiesta autorizzazione idraulica (AIPO o Regione
Piemonte).
In caso di possibili incidenze su siti della Rete Natura 2000, quali: Siti di Importanza
Comunitaria (SIC), Zone di Protezione Speciale (ZPS), Zone Speciali di Conservazione (ZSC),
si richiede la valutazione d’incidenza, secondo quanto disposto dall’articolo 43 della L.R.
19/2009 (Regione Piemonte - Settore pianificazione e gestione aree protette).
In caso di aree sottoposte a vincolo idrogeologico (R.D. 30/12/1923 n. 3267 e L.R. 45/89; L.R.
4/2009), è necessaria l’autorizzazione dell’Ente preposto, da individuare a seconda delle
superfici e volumetrie interferite, nonché della presenza o meno di aree boscate (Comune,
Provincia, Regione con parere vincolante del Corpo Forestale dello Stato).


La sussistenza di uno o più di tali vincoli potrà determinare la necessità di ottenere, per l’installazione dell’impianto, autorizzazioni diverse dai quelle di carattere edilizio-urbanistico di competenza comunale, e, di conseguenza, l’opportunità di richiedere alla Provincia di Torino l’autorizzazione unica di cui all’art. 12 del D.Lgs. 387/2003.
Preventivamente all’avvio dell’eventuale procedimento unico di cui sopra, nonché all’ottenimento delle eventuali autorizzazioni necessarie, gli impianti fotovoltaici rientranti nella categoria di cui all’allegato B2 n. 36 della L.R. 40/98, “impianti “industriali” non termici per la produzione di energia, vapore ed acqua calda”, devono essere sottoposti alla fase di verifica di VIA. Tali progetti risultano:
”Progetti di competenza della provincia, sottoposti alla fase di verifica quando non ricadono, neppure parzialmente, in aree protette e sottoposti alla fase di valutazione quando ricadono, anche parzialmente, in aree protette, sempreché la realizzazione sia consentita dalla legge istitutiva dell’area protetta interessata”.
La D.C.R. n. 211-34747 del 30/7/08 (Aggiornamento degli allegati alla L.R. n. 40/1998) specifica che non sono sottoposti alla normativa in materia di valutazione di impatto ambientale, tutti gli impianti “non industriali”, quali quelli la cui produzione di energia elettrica non è soggetta a imposta ai sensi dell’art. 52 comma 3 del D.Lgs. 504/1995 (T.U. delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative) e s.m.i Recentemente la Legge n. 99 del 23/7/09 ha apportato una modifica all’Allegato IV alla Parte seconda del D.Lgs. 3/4/06 n. 152, che stabilisce la soglia di 1 MW per l’assoggettamento a verifica ed eventuale valutazione di impatto ambientale di “impianti industriali non termici per la produzione di energia, vapore ed acqua calda”.
In attesa della prevista modifica della L.R. 40/1998, in base alle premesse sopra esposte, si può riepilogare che la fase di verifica ex art. 10 L.R. 40/1998 è richiesta per gli impianti fotovoltaici industriali di potenza superiore a 1 MW, con esclusione dei casi in cui:


- i pannelli sono collocati secondo criteri di integrazione architettonica su elementi di arredo
urbano e superfici esterne di edifici di qualunque genere non ricadenti in aree naturali protette
(D.M. 19/2/2007, art. 5 c. 8);
- i pannelli, pur non essendo collocati secondo criteri di integrazione architettonica, sono
ubicati all’interno di aree industriali esistenti, così classificate dallo strumento urbanistico
vigente (D.C.R. n. 211-34747 del 30/7/08, allegato 1/C).


La fase di Verifica non è richiesta per tutti gli impianti “non industriali”, anche se ubicati in area protetta (D.C.R. n. 211-34747).

La Fase di Valutazione d’Impatto Ambientale ex art. 12 L.R. 40/98 è invece richiesta, oltre che in caso di assoggettamento a seguito della fase di verifica, per tutte le tipologie di impianti industriali di potenza superiore a 500 kW localizzati in aree protette.


 

 

 


.