DECRETO-LEGGE 25 giugno 2008 , n. 112

Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione,
la competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e la
perequazione Tributaria.

Articoli più importanti che riguardano il settore casa e finanza ecc.

 

Art. 11.
Piano Casa


1. Al fine di superare in maniera organica e strutturale il disagio
sociale e il degrado urbano derivante dai fenomeni di alta tensione
abitativa, il CIPE approva un piano nazionale di edilizia abitativa,
su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di
concerto con il Ministro per le politiche giovanili, previa intesa in
sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Il Ministero trasmette la
proposta di piano alla Conferenza unificata entro 60 giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto.
2. Il piano e' rivolto all'incremento del patrimonio immobiliare ad
uso abitativo attraverso l'offerta di alloggi di edilizia
residenziale, da realizzare nel rispetto dei criteri di efficienza
energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti, con il
coinvolgimento di capitali pubblici e privati, destinati
prioritariamente a prima casa per le seguenti categorie sociali
svantaggiate nell'accesso al libero mercato degli alloggi in
locazione:
a) nuclei familiari a basso reddito, anche monoparentali o
monoreddito;
b) giovani coppie a basso reddito;
c) anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate;
d) studenti fuori sede;
e) soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio;
f) altri soggetti in possesso dei requisiti di cui all'articolo 1
della legge n. 9 del 2007;
g) immigrati regolari.
3. Il Piano nazionale ha ad oggetto la realizzazione di misure di
recupero del patrimonio abitativo esistente o di costruzione di nuovi
alloggi ed e' articolato, sulla base di criteri oggettivi che tengano
conto dell'effettivo disagio abitativo presente nelle diverse realta'
territoriali, attraverso i seguenti interventi:
a) costituzione di fondi immobiliari destinati alla
valorizzazione e all'incremento dell'offerta abitativa, ovvero alla
promozione di strumenti finanziari immobiliari innovativi e con la
partecipazione di altri soggetti pubblici o privati, articolati anche
in un sistema integrato nazionale e locale, per l'acquisizione e la
realizzazione di immobili per l'edilizia residenziale;
b) incremento del patrimonio abitativo di edilizia sociale con le
risorse derivanti dalla alienazione di alloggi di edilizia pubblica
in favore degli occupanti muniti di titolo legittimo;
c) promozione da parte di privati di interventi ai sensi della
parte II, titolo III, del Capo III del decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163;
d) agevolazioni, anche amministrative, in favore di cooperative
edilizie costituite tra i soggetti destinatari degli interventi in
esame, potendosi anche prevedere termini di durata predeterminati per
la partecipazione di ciascun socio, in considerazione del carattere
solo transitorio dell'esigenza abitativa;
e) realizzazione di programmi integrati di promozione di edilizia
sociale e nei sistemi metropolitani ai sensi del comma 5.
4. L'attuazione del Piano nazionale e' realizzata con le modalita'
di cui alla parte II, titolo III, del Capo IV del decreto legislativo
12 aprile 2006, n. 163, ovvero, per gli interventi integrati di
valorizzazione del contesto urbano e dei servizi metropolitani, ai
sensi dei commi da 5 a 8.
5. Al fine di superare i fenomeni di disagio abitativo e di degrado
urbano, concentrando gli interventi sulla effettiva consistenza dei
fenomeni di disagio e di degrado nei singoli contesti, rapportati
alla dimensione fisica e demografica del territorio di riferimento,
attraverso la realizzazione di programmi integrati di promozione di
edilizia sociale e nei sistemi metropolitani e di riqualificazione
urbana, anche attraverso la risoluzione dei problemi di mobilita',
promuovendo e valorizzando la partecipazione di soggetti pubblici e
privati, con principale intervento finanziario privato, possono
essere stipulati appositi accordi di programma, promossi dal
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per l'attuazione di
interventi destinati a garantire la messa a disposizione di una quota
di alloggi, da destinare alla locazione a canone convenzionato,
stabilito secondo criteri di sostenibilita' economica, e all'edilizia
sovvenzionata, complessivamente non inferiore al 60% degli alloggi
previsti da ciascun programma, congiuntamente alla realizzazione di
interventi di rinnovo e rigenerazione urbana, caratterizzati da
elevati livelli di qualita' in termini di vivibilita', salubrita',
sicurezza e sostenibilita' ambientale ed energetica. Gli interventi
sono attuati, attraverso interventi di cui alla parte II, titolo III,
Capo III del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, mediante le
seguenti modalita':
a) trasferimento di diritti edificatori in favore dei promotori
degli interventi di incremento del patrimonio abitativo destinato
alla locazione a canone agevolato, con la possibilita' di prevedere
come corrispettivo della cessione dei diritti edificatori in tutto o
in parte la realizzazione di unita' abitative di proprieta' pubblica
da destinare alla locazione a canone agevolato, ovvero da destinare
alla alienazione in favore di categorie sociali svantaggiate, di cui
al comma 2;
b) incrementi premiali di diritti edificatori finalizzati alla
dotazione di servizi, spazi pubblici e di miglioramento della
qualita' urbana;
c) provvedimenti mirati alla riduzione del prelievo fiscale di
pertinenza comunale o degli oneri di costruzione e strumenti di
incentivazione del mercato della locazione;
d) costituzione di fondi immobiliari di cui al comma 3, lettera
a), con la possibilita' di prevedere altresi' il conferimento al
fondo dei canoni di locazione, al netto delle spese di gestione degli
immobili.
6. Ai fini della realizzazione degli interventi di cui al presente
articolo l'alloggio sociale, in quanto servizio economico generale,
e' identificato, ai fini dell'esenzione dell'obbligo della notifica
degli aiuti di Stato, di cui agli articoli 87 e 88 del Trattato
istitutivo della Comunita' Europea, come parte essenziale e
integrante della piu' complessiva offerta di edilizia residenziale
sociale, che costituisce nel suo insieme servizio abitativo
finalizzato al soddisfacimento di esigenze primarie.
7. In sede di attuazione dei programmi di cui al comma 5, sono
appositamente disciplinate le modalita' e i termini per la verifica
periodica e ricorrente delle fasi di realizzazione del piano, in base
al cronoprogramma approvato e alle esigenze finanziarie, potendosi
conseguentemente disporre, in caso di scostamenti, la diversa
allocazione delle risorse finanziarie pubbliche verso modalita' di
attuazione piu' efficienti. Gli alloggi realizzati o alienati
nell'ambito delle procedure di cui al presente articolo non possono
essere oggetto di successiva alienazione prima di dieci anni
dall'acquisto originario.
8. Per la migliore realizzazione dei programmi, i comuni e le
province possono associarsi ai sensi di quanto previsto dal testo
unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. I
programmi integrati di cui al comma 5 sono dichiarati di interesse
strategico nazionale al momento della sottoscrizione dell'accordo di
cui all'accordo di cui al comma 5. Alla loro attuazione si provvede
con l'applicazione dell'articolo 81 del decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 e successive modificazioni ed
integrazioni.
9. Per l'attuazione degli interventi previsti dal presente
articolo e' istituito un Fondo nello stato di previsione del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nel quale
confluiscono le risorse finanziarie di cui all'articolo 1 comma 1154
della legge 27 dicembre 2006, n. 296 nonche' di cui agli articoli 21,
21-bis e 41 del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito con
modificazioni dalla legge 29 novembre 2007, n. 222. Gli eventuali
provvedimenti adottati in attuazione delle disposizioni legislative
citate al primo periodo del presente comma, incompatibili con il
presente articolo, restano privi di effetti. A tale scopo le risorse
di cui agli articoli 21, 21-bis e 41 del citato decreto-legge n. 159
del 2007, ivi comprese quelle gia' trasferite alla Cassa depositi e
prestiti, sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per
essere iscritte sul Fondo di cui al presente comma, negli importi
corrispondenti agli effetti in termini di indebitamento netto
previsti per ciascun anno in sede di iscrizione in bilancio delle
risorse finanziarie di cui alle indicate autorizzazioni di spesa.

Art. 32.
Strumenti di pagamento

 


1. All'articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n.
231, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) ai commi 1, 5, 8, 12 e 13, le parole «euro 5.000» sono
sostituite dalle seguenti: «euro 12.500»;
b) l'ultimo periodo del comma 10 e' abrogato.
2. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 66, comma 7 del citato
decreto legislativo n. 231 del 2007.
3. Le disposizioni di cui ai commi 12 e 12-bis dell'articolo 35 del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, sono abrogate.

Art. 35.
Semplificazione della disciplina per l'installazione
degli impianti all'interno degli edifici


1. Entro il 31 marzo 2009 il Ministro dello sviluppo economico, di
concerto con il Ministro per la semplificazione normativa, emana uno
o piu' decreti, ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988,
n. 400, volti a disciplinare:
a) il complesso delle disposizioni in materia di attivita' di
installazione degli impianti all'interno degli edifici prevedendo
semplificazioni di adempimenti per i proprietari di abitazioni ad uso
privato e per le imprese;
b) la definizione di un reale sistema di verifiche di impianti di
cui alla lettera a) con l'obiettivo primario di tutelare gli
utilizzatori degli impianti garantendo una effettiva sicurezza;
c) la revisione della disciplina sanzionatoria in caso di
violazioni di obblighi stabiliti dai provvedimenti previsti alle
lettere a) e b).
2. L'articolo 13 del decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37 e'
soppresso.

Art. 50.
Cancellazione della causa dal ruolo


1. Il primo comma dell'articolo 181 del codice di procedura civile
e' sostituito dal seguente:
«Se nessuna delle parti compare alla prima udienza, il giudice
fissa un'udienza successiva, di cui il cancelliere da' comunicazione
alle parti costituite. Se nessuna delle parti compare alla nuova
udienza, il giudice ordina che la causa sia cancellata dal ruolo e
dichiara l'estinzione del processo.».

Art. 51.
Comunicazioni e notificazioni per via telematica


1. A decorrere dalla data fissata con uno o piu' decreti del
Ministro della giustizia, le notificazioni e comunicazioni di cui al
primo comma dell'articolo 170 del codice di procedura civile, la
notificazione di cui al primo comma dell'articolo 192 del codice di
procedura civile e ogni altra comunicazione al consulente sono
effettuate per via telematica all'indirizzo elettronico comunicato ai
sensi dell'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 13
febbraio 2001, n. 123, nel rispetto della normativa, anche
regolamentare, relativa al processo telematico, concernente la
sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti
informatici.
2. Il Ministro della giustizia adotta il decreto di cui al comma 1
sentiti l'Avvocatura Generale dello Stato, il Consiglio Nazionale
Forense e i Consigli dell'Ordine degli Avvocati interessati, previa
verifica della funzionalita' dei servizi di comunicazione dei
documenti informatici degli uffici giudiziari, individuando i
circondari di tribunale nei quali trovano applicazione le
disposizioni di cui al comma 1.
3. A decorrere dalla data fissata ai sensi del comma 1, le
notificazioni e comunicazioni nel corso del procedimento alla parte
costituita e al consulente che non hanno comunicato l'indirizzo
elettronico di cui al medesimo comma, sono fatte presso la
cancelleria.
4. A decorrere dalla data fissata ai sensi del comma 1, le
notificazioni e le comunicazioni di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo
17 del decreto legislativo 17 gennaio 2003 n. 5, si effettuano ai
sensi dell'articolo 170 del codice di procedura civile.
5. All'articolo 16 del regio decreto legge 27 novembre 1933, n.
1578, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n.
36, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il primo comma e' aggiunto il seguente:
«Nell'albo e' indicato l'indirizzo elettronico attribuito a
ciascun professionista dal punto di accesso ai sensi dell'articolo 7
del decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n.
123»;
b) il quarto comma e' sostituito dal seguente: «A decorrere dalla
data fissata dal Ministro della giustizia con decreto emesso sentiti
i Consigli dell'Ordine, gli albi riveduti debbono essere comunicati
per via telematica, a cura del Consiglio, al Ministero della
giustizia nelle forme previste dalle regole tecnico-operative per
l'uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile».