EDILIZIA LIBERA

 

Pubblicata la Legge sulla Gazzetta Ufficiale

È entrata in vigore il 26 maggio, la Legge n. 73 del 22 maggio 2010 di conversione del decreto-legge 40/2010 che, modifica la procedura per effettuare interventi di manutenzione straordinaria che non riguardino le parti strutturali degli edifici. Infatti la Legge modifica l’articolo 6 del Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001), come modificato dalla legge 73/2010, e quindi consente l'esecuzione dei lavori senza attendere 20/30 giorni e di presentare ai Comuni una sempilce comunicazione. Vedi testo sotto riportato.


 

(Che libera non è ... Edizione moderna del vecchio Art.26 della Legge 47/85)

La lettera del Presidente della Repubblica in merito alla Legge di Conversione

Il 20 maggio scorso mi è stata sottoposta per la promulgazione la legge di conversione del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, recante "Disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in materia di contrasto alle frodi fiscali internazionali e nazionali operate, tra l'altro, nella forma dei cosiddetti 'caroselli' e 'cartiere', di potenziamento e razionalizzazione della riscossione tributaria anche in adeguamento alla normativa comunitaria, di destinazione dei gettiti recuperati al finanziamento di un Fondo per incentivi e sostegno della domanda in particolari settori".

Omissis …


A rilievi critici si presta anche l'articolo 5 del decreto-legge sull'attività edilizia libera, per le rilevanti modifiche apportate dalla legge di conversione. Infatti, al comma 6, tale articolo prevede che le Regioni a statuto ordinario possono, tra l'altro, estendere la previsione di attività edilizie "libere" rispetto alle fattispecie individuate dalla legge statale. Questa disposizione solleva rilevanti perplessità nella parte in cui consente alla legislazione regionale di spiegare effetti anche sul piano penale poiché, come affermato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 196 del 2004 - resa proprio in materia edilizia, che ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione ricade nella legislazione concorrente - "non vi è dubbio sul fatto che solo il legislatore statale può incidere sulla sanzionabilità penale".


 

DECRETO-LEGGE 25 marzo 2010 , n. 40 (pubblicato nella G.U. del 26.03.2010 n. 71)

Art. 5 Attività edilizia libera


1. L’articolo 6 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e’ sostituito dal seguente:
«Art. 6 (L) – (Attivita’ edilizia libera). – 1. Salvo più restrittive disposizioni previste dalla disciplina regionale e comunque nell’osservanza delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienicosanitarie, di quelle relative all’efficienza energetica nonchè delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, i seguenti interventi possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo:
a) gli interventi di manutenzione ordinaria;
b) gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici;
c) gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio;
d) le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato;
e) i movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari;
f) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni;
g) le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola;
h) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale;
i) i pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo esterno, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori delle zone di tipo A di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444;
l) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.
2. Al fine di semplificare il rilascio del certificato di prevenzione incendi per le attività di cui al comma 1, il certificato stesso, ove previsto, e’ rilasciato in via ordinaria con l’esame a vista.
Per le medesime attività, il termine previsto dal primo periodo del comma 2 dell’articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37, e’ ridotto a trenta giorni.
3. Prima dell’inizio degli interventi di cui al comma 1, lettere b), f), h), i) e l), l’interessato, anche per via telematica, comunica all’amministrazione comunale, allegando le autorizzazioni
eventualmente obbligatorie ai sensi delle normative di settore e, limitatamente agli interventi di cui alla citata lettera b), i dati identificativi dell’impresa alla quale intende affidare la realizzazione dei lavori.
4. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.».
Art. 6 Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 


Le nuove procedure

Cosa cambia dopo la promulgazione della legge

 

I cambiamenti più significativi sono quelli relativi ai tempi e ai costi perchè con la DIA (ancora in essere per i lavori più consistenti) si devono attendere dai 20 ai 30 giorni per iniziare i lavori mentre con la nuova procedura l'inizio dei lavori è immediato. La DIA comporta il pagamento di diritti di segreteria, invece questa procedura essendo una semplice comunicazione non deve essere assoggettata ad alcun balzello. La DIA prevede la comunicazione d'inizio e fine lavori con la dichiarazione di conformità da parte del direttore dei lavori questa nuova procedura non ha nemmeno l'obbligo del Direttore dei Lavori.

Cosa deve fare il tecnico progettista

Il tecnico deve dichiarare di non avere rapporti di dipendenza con l’impresa né con il committente inoltre deve asseverare, come per la DIA, ovviamente sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo e qui il suo lavoro finisce con una netta differenza che come prassi prevede la comunicazione della data di fine lavori e il rilascio, da parte del tecnico, di un certificato di collaudo attestante la conformità delle opere al progetto presentato.

Le sanzioni

Chi non presenta denuncia i lavori con questa nuova procedura rischia una sanzione pecuniaria di 258,00 euro, ridotta di due terzi se la comunicazione è fatta spontaneamente quando i lavori sono in corso. Solo una piccola multa che se si raffronta all'entità dei diritti di segreteria (in molti comuni è 200 euro è inferiore ai diritti stessi).



Cosa devono fare le Regioni

La nuova procedura è estesa a tutto il territorio nazionale. Le Regioni a statuto ordinario avranno la facoltà, di estendere la nuova disciplina ad ulteriori interventi, tra quelli con obbligo di Comunicazione (cosa che senz'altro faranno e quindi la vera edilizia libera limitata al cambio di pavimentazioni e ad altri piccoli lavori in sintesi sparirà) e di aggiungere anche altri obblighi come la relazione tecnica con indicazione dei suoi contenuti e tante altre diciamo "diavolerie" per le quali i burocrati edilizi sono capaci di inventare.

Quali sono gli interventi previsti da questa nuova procedura

 

a) gli interventi di manutenzione ordinaria;
b) gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici;
c) gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio;
d) le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato;
e) i movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari;
f) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni;
g) le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola;
h) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale;
i) i pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo esterno, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori delle zone di tipo A di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444;
l) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.

 

Appare quanto mai necessario rimarcare come la descrizione degli interventi sia abbastanza ampia e non specificatamente definita ed a causa di questo si apriranno ovviamente dei notevoli contenziosi sulla interpretazione degli interventi con il rischio che gli stessi, ad un controllo sistematico da parte dei comuni, vengano considerati DIA. La legge non prevede in questo caso alcuna sanzione ma mi pare di vedere già arrivare le prime comunicazioni che reciteranno così : l'intervento da voi denunciato di cui alla comunicazione in data .... eccede le opere previste dal DECRETO-LEGGE 25 marzo 2010 , n. 40 e pertanto vi invitiamo alla immediata sospensione di lavori con la denuncia alle autorità competenti in quanto detto intervento è eseguito in assenza di titolo abilitativo.

Occhio !!!