Dalla DIA alla SCIA !!!

 

 

Come la scia di una cometa in un cielo stellato d'estate

arriva la nuova procedura

Segnalazione Certificata di Inizio Attività

La dichiarazione di inizio attività (DIA) scompare dal firmamento burocratico italiano con l'approvazione definitiva della legge finanziaria passano anche le norme relative alle misure di semplificazione introdotte dai ministri Calderoli e Brunetta e quindi anche la SCIA. In sintesi non cambia nulla da come era prima nella presentazione della documentazione da allegare ma cambia molto dal punto di vista attuativo in quanto la nuova procedura è una strumento generale che consente a coloro i quali richiedono una concessione o una licenza ecc. (o, più in generale, una qualsiasi attività esecutiva, alla pubblica amministrazione) di presentare istanza corredata con la documentazione necessaria e iniziare lo svolgimento dell’attività subito. Quindi in sintesi questo strumento consente di aggirare tutte le lungaggini burocratiche che precedono lo svolgimento di attività da parte di privati. Naturalmente l’amministrazione svolge le verifiche del caso e, se riscontra irregolarità, concede al richiedente un termine massimo per adeguarsi alla normativa. Nel campo edilizio la cosa è molto favorevole in quanto alla presentazione della DIA dovevano seguire 20 o 30 giorni di attesa affinchè avesse esecutività. Detta procedura ha però delle limitazioni, infatti non si può attuare in presenza di atti comunitari o rilasciati dalle amministrazioni preposte alla tutela della salute e della pubblica incolumità, del patrimonio cultuale e paesaggistico e dell’ambiente.

Ma dopo le perplessità peraltro già superate, che questa procedura possa essere applicata nel campo dell'edilizia la SCIA dovrà essere ora recepita dalle Regioni e dai Comuni che dovranno predisporre la nuova modulistica, quando non è da sapersi, ma speriamo presto. Ma la norma non finisce qui, il bello arriva ora infatti, nel caso in cui venga accertata una carenza di requisiti o meglio la non proponibilità dell'intervento ecc., l'amministrazione può adottare provvedimenti di divieto entro 30 giorni dal ricevimento della SCIA stessa. Trascorso tale termine vale la regola del silenzio assenso, a meno che non si incorra nel rischio di danni gravi e irreparabili per il patrimonio artistico e culturale, l’ambiente, la salute e la sicurezza pubblica.

Il provvedimento è molto pesante per la pubblica amministrazione in quanto se costatiamo che molte volte dopo la presentazione di una DIA, della presentazione dell'inizio lavori, a volte arrivano lettere di sospensione anche dopo 4/5 mesi, ed ormai a lavori fatti, la cosa per gli organi preposti al controllo diventa molto onerosa anche alla luce di leggi regionali che prevedono controlli a campione o ad estrazione e quindi resterà da vedere come recepiranno regioni e comuni tale norma. Sono già in atto mugugni e proteste e staremo a vedere cosa succederà. Certo non è questo il momento adatto, con questo clima politico rovente che non promette nulla di buono in cui tutti sono distratti e curiosi di vedere come andrà a finire !!!

 

Geom.Cesare Gherardi



 

 

 

 

 


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