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Nell'Italia del Diritto prevale il diritto di stupidità
Una  assurda quanto mai negativa sentenza della Corte di Cassazione



Il cambio d’uso è una ristrutturazione edilizia pesante

SENTENZA BLOCCA ITALIA !!!

Il cambio di destinazione d’uso si qualifica sempre come un intervento di ristrutturazione edilizia pesante per cui è necessario il permesso di costruire. Il principio è stato affermato dalla Corte di Cassazione che, con la sentenza 6873/2017, ha condannato una serie di interventi svolti su Palazzo Tornabuoni Corsi nel centro storico di Firenze.

Insorge  l’Ordine degli Architetti di Firenze :  in questo modo si rischia di condannare all’abbandono molti edifici situati nei centri storici, dove sono consentiti solo interventi di restauro e risanamento conservativo.

Palazzi storici condannati all’abbandono

Attenzione si va verso un potenziale impasse per il recupero degli immobili storici. Se il cambio di destinazione d’uso è considerato una ristrutturazione edilizia pesante, ma la ristrutturazione edilizia pesante è vietata nel centro storico, il risultato è che in buona parte della città i cambi di destinazione d’uso verranno bloccati.



La Cassazione ha affermato che negli interventi di manutenzione straordinaria è necessario mantenere la destinazione d’uso originaria.

Ma i giudici hanno spiegato nella sentenza  che il DL 133/2014 "Sblocca Italia" convertito nella Legge 164/2014, ha consentito, nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria, la possibilità di procedere al frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari, la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari e del carico urbanistico. Per questo tipo di lavori non è stato invece liberalizzato il cambio di destinazione d’uso.

Lo Sblocca Italia, voluto dall'allora Ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, aveva lanciato la campagna di comunicazione "è casa tua, decidi tu" per spiegare tutta una serie di
semplificazioni ai lavori in casa. Campagna che però aveva da subito lasciato perplessi i tecnici.

La Cassazione ha inoltre illustrato che gli interventi di restauro o di risanamento conservativo per i quali non occorre il permesso di costruire sono solo le opere di recupero abitativo che mantengono le strutture preesistenti, alle quali apportano un consolidamento, un rinnovo o l’inserimento di nuovi elementi costitutivi, a condizione che siano rispettate la tipologia, la forma e la struttura dell’edificio.

Nei centri storici, ha concluso la Cassazione, per gli interventi di restauro e risanamento conservativo che comportano il cambiamento della destinazione d’uso è sempre richiesto il permesso di costruire.





 
 
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