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La SCIA fra l’incudine e il martello
La semplificazione che semplifica poco e le procedure che rallenteranno la ripresa edilizia
L’elefante ha partorito il topolino !!!


Non è il modello unificato che servirà a snellire la burocrazia ma i tempi che si allungano per le verifiche operative che passano da 30 a 60 giorni con il capestro della sua nullità nel termine di 18 mesi.
In sintesi il tecnico che presenta la SCIA stante i farraginosi regolamenti edilizi e le complicate norme dei Piani Regolatori  pur verificando la fattibilità degli interventi proposti non  sarà  mai sicuro della sua fattibilità altro che non sia fatta la verifica da parte della PA (cosa che spesso non avviene per mancanza di personale  o per altre cause che non stiamo a specificare !!!) Allora dovrà attendere non più 30 giorni ma 60 prima di dare il via ai lavori.
Ma la sicurezza operativa non è certa perché c’è sempre la spada di Damocle del fato che la pubblica amministrazione ha ancora un termine di 18 mesi per revocare la SCIA.
Non è questa una riforma ma è il gioco delle probabilità che inciderà molto anche sul mercato immobiliare infatti il punto negativo sta nel fatto,  per esempio,  che se un proprietario decide di fare dei lavori di ristrutturazione operabili con la SCIA e,  una volta finiti,  decida di vendere l’immobile,  non lo potrà fare altro che dopo 18 mesi in quanto il tecnico che dovrà asseverare la relazione per la Conformità Urbanistica,   se la vendita avverrà prima dei 18 mesi non potrà assumersi la responsabilità della loro legittimità e quindi il notaro rogante porrà dei seri problemi per la stipula che potrebbe essere anche rimandata allo scadere di questo Fatidico Termine.
Il fatto che i moduli siano standardizzati in tutta Italia è una fatto estremamente positivo assieme alla modificazione dell’articolo  19 della Legge 241/1990 sul procedimento amministrativo, che prevede che la Scia possa essere utilizzata in tutti i casi in cui le Amministrazioni possono accertare la regolarità dell’attività senza dover effettuare valutazioni discrezionali e che la Scia dovrà essere accompagnata da autocertificazioni e, solo se richiesto dalla legge, dalle asseverazioni dei tecnici abilitati e dagli elaborati tecnici per consentire le verifiche
.e che conseguentemente l’attività potrà iniziare lo stesso giorno in cui si presenta l’istanza, ma nel caso in cui siano necessarie delle autorizzazioni espresse si dovrà indire la conferenza di servizi e attendere il via libera, ed ecco già il primo rallentamento operativo. Ma non basta perché la PA che, dopo aver ricevuto la Scia, accerti la presenza di violazioni di legge, eccesso di potere o incompetenza, entro sessanta giorni dovrà adottare un provvedimento di diniego di prosecuzione dell’attività. Il decreto propone di uniformare i termini per tutte le attività, cancellando il limite di trenta giorni al momento in vigore solo per l’edilizia estendendolo anche a tutti i provvedimenti operabili con SCIA e quindi sarnno interssate tutte le attività di Commercio , Ricettive alberghiere e extra-alberghiere e tutte quelle attività che oggi sono comunemente attuabili con la SCIA.
Ma il nuovo decreto, meno male !!! si preoccupa del rispetto dei tempi …
L’Amministrazione che riceve la Scia dovrà trasmetterla anche alle altre amministrazioni interessate (i così detti endoprocedimenti ) entro 50  giorni in modo che possa ottenere il via libera ed eventualmente emettere il diniego entro il sessantesimo giorno. Stante il CAPESTRO del DINIEGO ENTRO 18 MESI.
Tutto questo è il contenuto della BOZZA DI DECRETO (Legge 124/2015)  che passa sotto il nome di SEMPLIFICAZIONE !!! Che il Ministro delle Riforme MADIA (Ministro donnache lo  ha partorito dopo l’inseminazione del SEMPLIFICATORE per eccellenza di cui tutti abbiamo imparato a conoscerne il NOME !!!)
Il Decreto illumina poi l’utente sull’uso della SCIA la cui posologia non è una volta al giorno prima dei pasti, come per tante medicine, ma è possibile per tutte quelle attività che non richiedono delle valutazioni discrezionali da parte delle amministrazioni, e qui si entra già nel difficile e complicato in quanto il discrezionale significa che scaturisce dalla mente di qualcuno che ha la facoltà interpretativa delle NORME. Allora altra bella pensata !!! Per raggiungere questo GRADO DI CERTEZZA che in caso negativo darebbe il via a migliaia di contenziosi (già i Tribunali sono pieni di denunce su irregolarità edilizie che i vari  PM sono costretti ad analizzare tralasciando reati molto più gravi) . ALTRO DECRETO !!! Che individuerà tutti i provvedimenti SOGGETTI A SCIA … E  la linea di condotta del  Governo sarà quella dell’utilizzo della SCIA per l’agibilità e il deposito dei progetti nelle aree a bassa sismicità e per tutti gli interventi minori nelle altre zone, ferme restando le autorizzazioni nelle zone ad alta sismicità e il varo di specifici DECRETI   per definire con precisione i lavori soggetti solo ad una comunicazione preventiva e quelli per cui è invece richiesta una autorizzazione espressa. In questo ambito sarà valutata la possibilità di far decorrere i termini per la formazione del permesso di costruire con silenzio-assenso dal momento della presentazione dell'istanza e non dalla proposta del responsabile del procedimento.
Insomma la già complicata materia all'INSEGNA DELLA SEMPLIFICAZIONE SI ARRICCHIERA' di altre decine di leggi che finiranno nel rendere sempre più difficile di operare nel settore. Chi vivrà vedrà !!!

Geom.Cesare Gherardi



 
 
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