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PROPAGANDA LAVORI EDILI

E' da qualche giorno che sul sito ufficiale del Governo appare un spot pubblicitario come si propagandasse chissà quale dentifricio miracoloso che rigenera i denti  e di un'auto che con un litro di benzina va da Roma a Milano senza fermarsi.  Già perchè la notizia ha dell'incredibile :


“È casa tua, decidi tu”
Le semplificazioni procedurali relative ai lavori di ristrutturazione,
introdotte dallo Sblocca Italia



Presentazione

La nuova campagna è la naturale prosecuzione della campagna già presentata lo scorso anno (due spot) sulle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni e l’acquisto di mobili. La novità di quest’anno riguarda le semplificazioni delle procedure per i lavori di ristrutturazione della casa. Grazie alle nuove norme introdotte dalla legge “Sblocca Italia”, infatti, tutti i cittadini potranno godere di importanti benefici in caso di intervento di frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari, purché senza alterazione di parti strutturali, ma anche e soprattutto per i classici lavori di ristrutturazione dell’abitazione (sempre senza interventi sulle parti strutturali). Oggi è tutto più semplice: se non modifichi la volumetria complessiva e non intervieni sulla struttura della casa non hai più bisogno del permesso di costruzione, basta una semplice comunicazione di inizio lavori al Comune.







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La notizia,  ma sopratutto il contenuto dello spot ha indignato un po' tutti gli Ordini professionali degli addetti ai lavori per il tenore propagandistico che va ben oltre le reali possibilità operative dando a bere ai cittadini fantasmagoriche realtà che si contraddicono poi con le solite burocrazie operative che fra l'altro questo esecutivo all'insegna della semplificazione sta mettendo in atto.

In sintesi non cambia nulla. Per attuare quanto previsto deve essere presentata al proprio Comune una CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata), con la verifica di fattibiltà degli interventi secondo le leggi regionali, le locali normative di PRG, i PIANI STRUTTRALI, la verifica di particolari norme sugli immobili secondo le NTA dei PRG ecc., gli eventuali adempimenti in caso di edifici vincolati a di particolare pregio.
Nel caso di frazionamenti immobiliari poi,  molte leggi regionali e regolamenti edilizi prevedono il pagamento degli oneri sull'unità derivata dove si realizza la nuova cucina.

Ma la notizia più clamorasa è quella del catasto, secondo il pensiero riformista "renziano" a questo ci dovrebbero pensare i Comuni.
- E' impossibile che nessuno sappia nell'Esecutivo (o ignori, sempre per propaganda ...)  che alla fine dei lavori si deve conformare catastalmente l'immoibile inviando al catasto la variazione con l'ormai nota procedura DOCFA. Quella della conformità catastale è fra l'altro una necessità indispensabile per il tasferimento di un immobile

di cui all’art. 19, comma 14, D.L. n.78/10, convertito con modificazioni dalla L. n. 122/10 che dispone che “All’articolo 29 della legge 27 febbraio 1985, n. 52, è aggiunto il seguente comma: «1-bis. Gli atti pubblici e le scritture private autenticate tra vivi aventi ad oggetto il trasferimento, la costituzione o lo scioglimento di comunione di diritti reali su fabbricati già esistenti, ad esclusione dei diritti reali di garanzia, devono contenere, per le unità immobiliari urbane, a pena di nullità, oltre all’identificazione catastale, il riferimento alle planimetrie depositate in catasto e la dichiarazione, resa in atti dagli intestatari, della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie, sulla base delle disposizioni vigenti in materia catastale. La predetta dichiarazione può essere sostituita da un’attestazione di conformità rilasciata da un tecnico abilitato alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale. Prima della stipula dei predetti atti il notaio individua gli intestatari catastali e verifica la loro conformità con le risultanze dei registri immobiliari.»”.


- Anche in caso di operazioni interne all'appartamento che non diano luogo a modifiche della rendita (cosa poco probabile ) infatti a seguito dell'invio della variazione la rendita potrà sicuramente variare specialmente se il classamento in banca dati è ancora in vani.

- Per i frazionamenti poi non ne parliamo, l'operazione di variazione prevede che si debba addirittura sopprimere il subalterno dell'appartamento che si è frazionato e costituire due nuovi subalterni contrassegnandoli  secondo l'ultima variazione effettuata sul palazzo che,  se subalternato con i  numeri a seguitare,  prevede che si debba creare il sub.500 e 501 per le nuove untà (salvo città dove si parte dal 700) Il frazionamento poi deve essere verificato con il controllo della presenza di un elaborato planimetrico che,  se esistente nel palazzo,  deve essere adeguato e rifatto planimetricamente con indicati i nuovi subalterni. Nell'ipotesi che non esista un elaborato,  è ammesso che se ne possa fare uno parziale con le unità presenti al piano ecc.


QUESTE SONO LE SEMPLIFICAZIONI che si trovano nello SPOT !!!


Geom.Cesare Gheradi



  








 
 
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