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COME SARA’ IL NUOVO CATASTO


E’ proprio verro ci voleva uno come Renzi,  dopo Mussolini,  a rifare il catasto
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Già infatti sono passati decenni dal quel lontano 1939 quando in Italia si passò al nuovo catasto e fu una rivoluzione epocale di tale portata che tutto quanto è ancora così e  continuerà  almeno fino al 2019 quando si spera che entri definitivamente a regime la riforma. Se si fanno i conti siamo stati veloci,  appena 80 anni !!!
Ma i dubbi per molti ancora sussistono nelle metodologie applicative, le micro-zone i mutamenti dei valori di mercato e tutti quei fattori presi a parametro per la determinazione delle nuove rendite.
L’Agenzia delle Entrate prevede che il nuovo catasto entri a regime in 5 anni. Il campionamento degli immobili partirà entro il 1° luglio 2015, e entro la metà del 2018 saranno messe a punto le funzioni statistiche per determinare la nuova base imponibile a dicembre 2019.  
Gli immobili saranno riclassificati sulla base della «destinazione d’uso». Le categorie A-B-C-D-E-F scompaiono per lasciare posto a due gruppi:

immobili «ordinari» (gruppo O)  
immobili speciali (gruppo S)

La nuova classificazione segna di fatto l’addio alle case popolari e agli immobili di lusso (anche se la distinzione ricomparirà in altra forma). Tutte le abitazioni residenziali saranno inserite in un’unica categoria. Scompariranno le lettere A/1, A/2, A/3, A/9 e così via, diventate arcinote al momento della definizione della nuova Tasi e delle esenzioni Imu, e tutti gli immobili considerati appartamenti saranno inseriti nella nuova «O/1».  
Sarà il  ministero del Tesoro a disciplinare «i criteri di individuazione delle abitazioni di lusso», sia degli immobili signorili, che delle ville, dei castelli e degli immobili di valore storico-artistico. La qualificazione avverrà anche tramite nuovi ambiti territoriali. Le micro-zone catastali definite dai Comuni lasceranno il posto agli Omi dell’Agenzia delle Entrate, cioè alle zone dell’Osservatorio del mercato immobiliare. Il punto rimane però fino all’ultimo controverso, anche perché è ancora in corso la revisione delle zone Omi. L’idea è di prevedere delle aggregazioni di più zone, appartenenti anche a Comuni diversi.
Insomma ancora poca chiarezza, la speranza che non passino altri 80 anni !!!


Geom.Cesare Gherardi

 
 
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